Burundi

Nel 2011 due musicisti professionisti, Lorenzo Frizzera e Carlo Alberto Canevali, trascorsero un mese nel Centro Giovani Kamenge di Bujumbura, la principale città del Burundi, durante il quale tennero alcuni corsi di musica ai molti ragazzi che vivono in questo contesto:

“Nei quartieri nord manca più o meno tutto. L’elettricità, l’acqua, le strade. Ci sono tutte le malattie possibili: la malaria, il colera, il tifo, il tetano, l’HIV, ecc. Ma è difficile spiegare se non ci sei stato. Ti auguro di andarci un giorno: penso sia un’esperienza indispensabile per chiunque voglia capire qualcosa di questo mondo. Mi sono chiesto che senso avesse insegnare musica in un luogo dove i veri problemi sono ben diversi (…) L’ ho capito quando ho visto gli occhi di questi ragazzi brillare di gioia ascoltando qualcosa che non conoscevano, quando sono venuti a cercarmi perché ero in ritardo di pochi minuti. L’ho capito quando dei ragazzi hanno imparato a suonare la chitarra ripassando a memoria le lezioni suonando gli accordi sul proprio braccio. Quando Oliver ci ha cantato una sua canzone sulla guerra, l’odio e la speranza: quando canta vive in un altro mondo, migliore. L’ho capito quando li ho visti uniti attorno alla musica, quando ho percepito il loro entusiasmo, il loro interesse, il loro desiderio di apprendere e la loro immensa forza di volontà.”

Lorenzo Frizzera

Così, a partire dal 2012 abbiamo dato vita alla prima scuola di musica del Burundi inviando un notevole quantitativo di strumenti musicali tramite container. La scuola è arrivata ad avere circa 60 studenti e 6 insegnanti del luogo ed è stata molto apprezzata a livello locale per aver organizzato eventi e concerti, raccogliendo di mese in mese un crescente riconoscimento e l’attenzione dei media Burundesi. Si è realizzato così, tramite la musica, un ponte culturale e sociale.

Purtroppo in seguito ai gravi disordini dovuti all’ultimo colpo di stato, abbiamo dovuto sotterrare gli strumenti musicali in un giardino, chiudere la scuola e attendere.

In questi Paesi attuare un progetto è estremamente complicato, tuttavia, come si dice in Africa “se il momento buono per fare qualcosa non arriva mai, significa che devi iniziare proprio adesso”. Ecco perché non ci siamo scoraggiati e, due anni dopo, abbiamo riaperto la scuola a Rutovu, un centro periferico, vicino alle famose sorgenti del Nilo.

“I ragazzi e ragazze della comunità di Rutovu  erano prima senza gioia, avevano un comportamento che rovinava la loro vita e salute. La scuola della musica ha aiutato tutti questi ragazzi in tutti sensi a trovare l’uscita da questi comportamenti, hanno trovato une strada per apprezzare la bellezza della vita e il suo valore. 

Prima della nostra scuola di Musica, a Rutovu c’era una separazione fra i ragazzi dell’etnia Hutu e Tutsi. I pigmei erano dimenticati. La scuola di musica ha accolto tutti i ragazzi di tutte le etnie. A scuola tutti si sono sentiti come una sola famiglia. Grazie alla scuola di musica si sono ritrovate spontaneamente la riconciliazione e la fraternità. Adesso tutti i ragazzi sono felici di costruire insieme la loro comunità e si dedicano alla ricerca del loro futuro senza discriminare nessuno a causa dell’appartenenza di etnia.

La scuola di musica ha creato un clima di responsabilità, di impegno e di rispetto degli uni verso gli altri. Grazie alla nostra scuola, i ragazzi e ragazze sono animati da un spirito di creatività  e di immaginazione nel fare il bene nella comunità nella quale si trovano e del nostre paese. I frutti della musica non si limitano ai nostri giovani, anche altre comunità si radunano nel capoluogo del comune per ascoltare la musica e vedere i loro figli e nipoti che suonano e ballano e questo dà loro una grande allegria.” 

 Padre Philippe Mbonicimpaye

Negli ultimi tempi i ragazzi e le ragazze che frequentavano i corsi sono aumentati moltissimo e molti di loro facevano 15km a piedi per andare a lezione (e 15 per tornare a casa). Stanchi, dormivano nei pressi della scuola e così abbiamo deciso di aprire un’altra sede della scuola a Mugamba. Ascolta le parole di padre Philippe Mbonicimpaye, il responsabile della nostra scuola:

Dunque la nostra scuola di musica ha sottratto molti giovani ad entrare nei gruppi armati che tuttora si combattono tra Burundi e Congo.

Questi progetti sono stati realizzati da UpDoo World in collaborazione con la ONLUS Spagnolli-Bazzoni, sempre di Rovereto, associazione grazie alla quale il team di UpDoo World ha mosso i suoi primi passi, ricevendo una grande fiducia e un fondamentale sostegno anche economico.